Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani
home l'associazione news la storia eventi gli archivi discussioni links contatti


Fino al cuore della rivolta



CB Login

 

home arrow news arrow La Liberazione del territorio apuo-lunigianese

La Liberazione del territorio apuo-lunigianese

All’inizio di aprile del 1945 le forze alleate sono stanziate diverse decine di chilometri a sud della Linea Gotica e la Versilia, dal Cinquale fino a Viareggio, è un’immensa terra di nessuno. I contatti tra Brigate partigiane e alleati è stato costante grazie ai passaggi del fronte organizzati per gli scambi d’informazioni, materiali e per l’organizzazione degli aviolanci. Si trattava, comunque, di una logorante situazione in stallo fin dall’autunno precedente, quando il “Proclama Alexander” fermò l’avanzata sul fronte meridionale della guerra rimandando ogni iniziativa a dopo l’inverno.

I primi giorni di aprile, comunque, iniziò l’attacco della 92° divisione americana alla Linea Gotica occidentale, accompagnata da reparti formati dai partigiani che avevano oltrepassato il fronte nei mesi precedenti mentre le Brigate partigiane delle zone occupate cominciano una sistematica operazione di sabotaggio volta ad ostacolare la difesa e la ritirata dei nazi-fascisti. Da Carrara a tutta la Lunigiana si hanno diversi scontri tra partigiani e tedeschi.

L’8 aprile gli alleati sono a Montignoso, nel Comune di Apuania, il 10 entrano a Massa ed il giorno successivo sono in una Carrara ormai liberata e controllata da tempo dai partigiani dela Brigata Garibaldi “Menconi”, mentre ancora intensi e frequenti sono i cannoneggiamenti cui i fortini italo-tedeschi di Punta Bianca e Bocca di Magra sottopongono il territorio. Il Comando della IV zona operativa ligure, intanto, organizza l’insurrezione in Val di Vara e nella parte di Lunigiana da esso controllata.

L’avanzata procederà, da questo momento, lungo le due direttrici della Via Aurelia verso ovest e della Lunigiana verso nord.

Mentre nella Lunigiana interna le Brigate Garibaldi “Borrini” e “IV Apuana” fanno centinaia di prigionieri, i tedeschi resistono strenuamente all’avanzata alleata lungo la statale tra Carrara e Fosdinovo. Il reggimento nippoamericano (NISEI), accompagnato e guidato da gruppi di partigiani, ingaggia feroci battaglie, anche corpo a corpo, presso le trincee tedesche alle quali patecipano attivamente le formazioni partigiane del posto. Particolarmente feroce è la battaglia di Monte Nebbione, vicino Fosdinovo. I fortini militari di Punta Bianca, Bocca di Magra e Monte Marcello, che avevano cannoneggiato su tutta la zona per l’intera durata della guerra di Liberazione, sono bombardati e resi inutilizzabili.

Il 23 di aprile partigiani e alleati entrano a Sarzana, mentre alla Spezia, città che dal giorno precedente è circondata dai partiginai della IV Zona Operativa ligure, i membri del CLN occupano gli uffici pubblici. Fivizzano è anch’essa liberata dalla “IV Apuana” che blocca il Passo del Cerreto in direzione della Pianura Padana.

Solo Pontremoli è ancora occupata da tedeschi e italiani fascisti, che minacciano morte e distruzione per garantirsi una fuga tranquilla. Dopo una mediazione col Vescovo della diocesi pontremolese, gli occupanti partono ma i fascisti, prima di lasciare la città, uccidono a freddo tre partigiani presi in ostaggio da tempo.

E’ la Liberazione, e l’avvio di una lenta, difficile e contorta ricostruzione.

< Precedente



| area riservata | mappa del sito |
Concept and Design Webag.it
Archivio Video Archivio Video Archivio Video Archivio Video