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I 45 giorni e l’8 settembre in Apuania

Come nel resto del territorio italiano, anche in Apuania ed in Lunigiana la popolazione accolse con gioia la notizia della caduta di Mussolini il 25 luglio del 1943. I più avveduti, comunque, capirono immediatamente ciò che per le masse sarebbe stato evidente di lì a quarantacinque giorni: la classe dirigente italiana non aveva né una strategia difensiva adeguata, né un piano per uscire dal conflitto nel modo più indolore possibile.

Ai festeggiamenti per la fine del regime fascista segue immediatamente lo scoramento per il carattere repressivo, nei confronti della popolazione, del governo Badoglio.

Le forze militari tedesche, intanto, rafforzano costantemente la loro presenza sul territorio arrivando in breve tempo ad occupare i principali centri del potere civile e militare, lasciati allo sbando dalle autorità impegnate in una ignobile fuga.

Anche i militari italiani, data la completa assenza di direttive, sbandano e speso cadono nelle mani dei tedeschi che li catturano e deportano in Germania. Le componenti principali della flotta della Marina Militare Italiana salpano dal porto della Spezia per evitare la cattura. Sono molti i militari che, prima di intraprendere la strada del ritorno a casa, tentano un ultima difesa: in molti luoghi la Resistenza armata inizia proprio con i cittadini “ribelli” che si uniscono ai militari e danno battaglia ai tedeschi, come a Carrara dove gli alpini del Battaglione Val di Fassa assieme a molti abitanti della città organizzano una strenua difesa dai tedeschi sul Passo della Foce, durante la quale caddero militari e civili. Gli stessi abitanti aiuteranno poi i militari a dissimulare la loro identità per fare ritorno a casa, anche se molti di questi (soprattutto i meridionali) si sarebbero fermati invece sul territorio per aderire alla Resistenza.

Già in settembre si hanno i primi rastrellamenti di civili, come avviene a Marina di Carrara, destinati alla deportazione nei campi di lavoro. A Carrara, inoltre, viene costituito un “Comitato di Salute Pubblica”, embrione del futuro CLN, con la partecipazione di tutte le forze politiche antifasciste ed il proposito di un governo della città.

Sui monti dalla Spezia a Massa, dalla Lunigiana alla Garfagnana, intanto, si andavano formando le prime “bande” partigiane.

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