Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani
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Fino al cuore della rivolta



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Archivi della Resistenza - Forum  


Alessio AdR
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incollo un messaggio ricevuto - 2009/08/07 17:23 Care compagne, cari compagni,
scrivo seduta sotto i castagni nell'ultima giornata del festival “Fino al cuore della rivolta”. Prima di tutto grazie a tutte / tutti coloro che hanno lavorato giorno e notte (non è frase fatta, ho visto coi miei occhi), per dare modo a migliaia di persone di godere di manifestazioni politiche, culturali, canore di ottimo livello.
Grazie per il clima che il vostro lavoro ha creato fra i partecipanti, il cui risultato immediato ho visto nelle centinaia di occhi felici, di chi stava sul palco e di chi ascoltava, di chi discuteva nei dibattiti o intorno ai tavoli dove si mangiava dell'ottimo cibo. Occhi diversi da quelli tristi e sfiduciati che si sono visti negli ultimi anni, occhi vivi, che guardano altri occhi direttamente e via via che con i giorni si va avanti e crescono i momenti di incontro, si accendono di gioia, di speranza, di voglia di resistenza a 360 gradi.
Anche chi partecipa in veste di oratore ai dibattiti, alle tavole rotonde o di artista agli spettacoli ha sentito la rottura dell'isolamento, ha toccato con mano che si può uscire dalla nicchia in cui molta sinistra è ormai relegata, riprendere il cammino......scarpe rotte, eppure bisogna andar....
Andare in tutti i posti di lavoro, per riconquistare la nostra dignità, non più di sfruttati, ma di lavoratori, di persone con sogni di cambiamento radicale. Mi viene da dire con la richiesta di “pane e rose”, come dissero genti di tutti i paesi che si ritrovarono sotto il tallone di ferro negli Stati Uniti di inizio secolo e seppero unirsi per cercare di battere quel capitalismo selvaggio.
Il Festival ha dato continuamente spunti per realizzare alcuni di questi sogni, grazie alla vostra squisita ospitalità e all'organizzazione di momenti di grande intensità. La serata dedicata a Ivan, per esempio, ha dimostrato la forza che si può sprigionare da progetti che rimettono insieme le persone, a fare politica e cultura in un'unica direzione, quella indicata dalle canzoni con cui si è chiuso il concerto durato due ore e quaranta. Ricordando i “partigiani dei monti di Sarzana” del “battaglion Lucetti”, è cresciuta dentro ognuno di noi la coscienza che dobbiamo abbattere gabbie e barriere economiche e culturali, perché “Nostra patria è il mondo intero”, anche se negli ultimi venti anni hanno cercato di farci credere il contrario.
Grazie a tutto il gruppo degli Archivi della Resistenza. Resistenza quotidiana.
Adriana Dadà
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