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home arrow la storia arrow Il ricordo dopo l'oblio. La strage di Sant'Anna di Stazzema

Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani

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Esercizi di memoria#4

Martedì 20 aprile, ore 18.00
Carrara
, Sala della Circoscrizione 2, Piazza Accademia

Il ricordo dopo l'oblio
Sant'Anna di Stazzema, la strage, la memoria

Presentazione del libro "Il ricordo dopo l'oblio. Sant'Anna di Stazzema, la strage, la memoria" (Donzelli, 2010), di Caterina Di Pasquale

Interverranno:
l'autrice
Caterina Di Pasquale
prof. Pietro Clemente (Università di Firenze)
prof. Fabio Dei (Università di Pisa)

Sarann
o presenti i partigiani dell'ANPI Carrara e Enio Mancini, superstite della strage di Sant’Anna

In collaborazione con ANPI Carrara; Comune di Carrara; Provincia di Massa Carrara; Istituto Storico della Resistenza Apuano, Contatto Radio Popolare Network


Scheda libro

Il silenzio sulla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema – primo «massacro eliminazionista» compiuto in Italia dai nazisti nell’estate del 1944 – ha tenuto lontano il paese dalla cultura nazionale del ricordo per cinquant’anni. Poi all’improvviso, nel 1994, il boom commemorativo esploso con il ritrovamento di 695 fascicoli «provvisoriamente archiviati» a Palazzo Cesi, sede degli Uffici di Vertice della Magistratura militare. Da allora, l’interessamento di media, politici, giudici e storici ha traghettato il ricordo delle vittime dalla dimensione locale a quella nazionale e internazionale. Le tante trasmissioni televisive, l’istituzione del Parco nazionale della Pace, la celebrazione del processo contro i carnefici avvenuta presso il Tribunale militare di La Spezia e infine la produzione del film Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee hanno contribuito alla trasformazione della memoria della piccola comunità martire. Ma in che modo è avvenuta questa trasformazione? Per analizzare le nuove forme del ricordo, interpretarne i significati e descriverne le modalità di trasmissione, Caterina Di Pasquale ha condotto una ricerca sul campo durata quasi dieci anni. Ha ascoltato i sopravvissuti, i familiari delle vittime, i personaggi istituzionali coinvolti nella politica locale del ricordo. Ha raccolto le testimonianze scritte dei superstiti deceduti, le pubblicazioni locali. Ha fotografato e censito gli oggetti e i luoghi della memoria. Pezzo dopo pezzo, attraverso le fonti più eterogenee, ha ricostruito la storia culturale della memoria pubblica e privata della piccola comunità: una storia esemplare per riflettere criticamente sui conflitti interpretativi destati dall’uso e dall’abuso pubblico della memoria di guerra.
Caterina Di Pasquale, dottore di ricerca in Scienze antropologiche, insegna Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Firenze.

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