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Fin dall’8 settembre 1943, data di pubblicazione dell’armistizio firmato da Badoglio con gli Alleati, era chiaro che la Linea Gotica occidentale sarebbe stato uno dei teatri più cruenti della Resistenza.

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La Resistenza apuana e lunigianese comincia ad organizzarsi già all’indomani dell’8 settembre 1943, con la nascita dei primi gruppi “ribelli” e bande armate.

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Come nel resto del territorio italiano, anche in Apuania ed in Lunigiana la popolazione accolse con gioia la notizia della caduta di Mussolini il 25 luglio del 1943. I più avveduti, comunque, capirono immediatamente ciò che per le masse sarebbe stato evidente di lì a quarantacinque giorni: la classe dirigente italiana non aveva né una strategia difensiva adeguata, né un piano per uscire dal conflitto nel modo più indolore possibile.
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Sulle popolazioni della Lunigiana e del territorio apuano si abbatterono, soprattutto nel periodo dell’estate del 1944, le più feroci tecniche di distruzione delle truppe tedesche, sia della Whermacht che della XVI Divisione SS “Reichsfhürer”, in quel periodo di stanza nel Castello Malaspina di Fosdinovo con il 16° Battaglione comandato da Walter Reder. |
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All’inizio di aprile del 1945 le forze alleate sono stanziate diverse decine di chilometri a sud della Linea Gotica e la Versilia, dal Cinquale fino a Viareggio, è un’immensa terra di nessuno. I contatti tra Brigate partigiane e alleati è stato costante grazie ai passaggi del fronte organizzati per gli scambi d’informazioni, materiali e per l’organizzazione degli aviolanci |
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