Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani
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Fino al cuore della rivolta



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1943

1943

8 gennaio: ultimatum di resa sovietico alle truppe tedesche stanziate a Stalingrado.

14-24 gennaio: Conferenza di Casablanca, Roosevelt e Churchill decidono di continuare la guerra ad oltranza fino alla resa incondizionata del nemico; viene deciso di operare lo sbarco in Sicilia e si studia un piano comune per il bombardamento sistematico del Reich.

2 febbraio: l’Armata del maresciallo von Paulus capitola a Stalingrado. La più grande battaglia di tutta la storia umana si conclude con la vittoria dell’Armata Rossa, sulla cui forza Hitler si era del tutto illuso.

12-13 maggio: le truppe anglo-americane conquistano la Tunisia e gettano i presupposti per lo sbarco in Sicilia. Il gruppo Armate d’Africa delle forze dell’Asse (250.000 soldati italiani e tedeschi) capitola.

3 giugno: il "Comitato Nazionale dei Francesi liberi" si fonde con l’organizzazione nord-africana nel "Comitato francese di liberazione nazionale".

5 luglio: Hitler sferra l’ultima grande offensiva contro i sovietici con l’obiettivo di giungere fino a Mosca grazie all’ausilio di 500.000 uomini con forti concentramenti di carri armati pesanti "Tigre", ciò nonostante alla fine del mese la controffensiva sovietica avanza su tutto il fronte.

10 luglio: le truppe anglo-americane sbarcano sulle coste meridionali della Sicilia tra Licata e Siracusa (Operazione Husky) entro il 17 agosto gli alleati controllano l’intera isola.

19 luglio: il quartiere di San Lorenzo, a Roma, è bombardato dagli Alleati. Mussolini incontra Hitler a Feltre nel tentativo di persuadere l’alleato dell’inevitabile uscita dell’Italia dal conflitto, ma soggiogato dal fűhrer è costretto a continuare la guerra.

24 luglio: il Gran Consiglio del fascismo convocato da Mussolini gli impone di rimettere al re il comando delle forze armate (l’O.d.G. presentato da Dino Grandi raccolse 19 si, 7 no e una astensione).

25 luglio: il re messo di fronte alla crisi del regime, destituisce Mussolini e lo fa arrestare. Il maresciallo Pietro Badoglio è nominato capo del governo. La monarchia, la chiesa e l’esercito appoggiano il governo Badoglio.

25 luglio - 8 settembre: formazione del governo dei "Quarantacinque giorni". Badoglio instaura una dittatura militare che denota la volontà della monarchia di mantenere sotto il suo diretto controllo la situazione e gli eventuali sviluppi politici. Le spontanee manifestazioni antifasciste in tutto il paese vengono brutalmente represse: il bilancio è di 83 morti e 516 feriti. Pur proclamando di voler continuare la guerra al fianco della Germania, il nuovo governo avvia trattative segrete con gli alleati (Lisbona 3 agosto).

28 luglio: viene sciolto il PNF. La Wehrmacht rafforza le sue truppe in Italia.

settembre: si costituisce a Roma, in clandestinità, il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) formato dai rappresentanti dei partiti antifascisti (DC, PCI, PSI, PLI, PdA, DL). Nelle città il comando militare del PCI costituisce i Gruppi d’Azione Partigiana (GAP) con fini prevalenti di guerriglia urbana, soprattutto per realizzare attentati e sabotaggi.

3 settembre: l’VIII Armata GB, comandata dal generale Bernard Montgomery, sbarca in Calabria (Operazione Baytown). Il generale Giuseppe Castellano firma l’armistizio con gli Alleati a Cassibile in Sicilia.

8 settembre: alle 19.45 viene trasmesso il comunicato radiofonico con cui Badoglio annuncia l’armistizio con Gran Bretagna e USA. L’esercito, colto impreparato, è allo sbando, i tedeschi nei giorni successivi, nel quadro dell’Operazione Alarico, catturano e disarmano 600.000 soldati italiani (in maggioranza inviati nei campi d’internamento in Germania) ed in breve occupano l’intera penisola.

9 settembre: sbarco Alleato a Salerno (V Armata USA, Operazione Avalanche) e Taranto (1a Divisione aviotrasportata dell’VIII Armata GB, Operazione Slapstick). Vittorio Emanuele III e Badoglio abbandonano la capitale e fuggono, prima ad Ortona e quindi via mare verso Brindisi. Lentamente le due armate alleate risalgono la penisola, gli statunitensi sul versante tirrenico e i britannici su quello adriatico.

9-10 settembre: a Roma, soldati e cittadini italiani tentano di opporsi all’avanzata delle truppe tedesche, ma inutilmente. Dopo la cruenta battaglia di Porta San Paolo viene firmata la resa. Roma è proclamata "città aperta".

12 settembre: con un aviolancio le SS liberano Mussolini dalla prigione di Campo Imperatore (Gran Sasso) e lo conducono in Germania.

15 settembre: Mussolini fonda il Partito Fascista Repubblicano (PFR), guidato da Alessandro Pavolini.

16-17 settembre: le avanguardie della V Armata USA e dell’VIII Armata GB, si ricongiungono nei pressi di Vallo di Lucania, 60 Km a sud di Salerno. L’estremità meridionale della penisola è ormai nelle mani degli Alleati.

18 settembre: i tedeschi evacuano la Sardegna, alcuni reparti della Divisione paracadutisti "Nembo" stanziata in Sardegna, passano all’esercito tedesco.

22 settembre: la Divisione dell’esercito italiano "Acqui" di stanzia a Cefalonia, combatte per otto giorni contro i tedeschi, sino al 22 settembre, quando accetta la resa e viene in gran parte massacrata (più di 5.000 tra soldati ed ufficiali sono trucidati).

23 settembre: Mussolini rientra in Italia e proclama la nascita della Repubblica Sociale Italiana (RSI)

27 settembre: l’VIII Armata GB entra a Foggia, assicurandosi il controllo dell’aeroporto.

27-30 settembre: la rivolta delle "Quattro giornate di Napoli". Nella notte fra il 27 e il 28, la popolazione provvede a rifornirsi di armi e la mattina successiva inizia gli scontri nelle vie cittadine, particolarmente intensi nel quartiere Vomero. I tedeschi colti alla sprovvista cercano di organizzare le difese e inviano in città i carri armati e i reparti attestati sulle colline circostanti che però vengono bloccati dagli insorti a Capodimonte ed a Capodichino. Il 29, la rivolta divampa in tutta Napoli e le barricate si moltiplicano e gli scontri si fanno sempre più duri ed intensi. Il 30 il comandante tedesco W. Scholl abbandona nella mattinata Napoli, mentre le sue truppe tentano ancora un ultimo ed estremo attacco, prima di lasciare definitivamente la città nella nottata. Il 1 ottobre, mentre resiste ancora qualche piccolo nucleo di fascisti, le truppe americane entrano in una Napoli già liberata dal suo popolo.

Ottobre: nell’Italia settentrionale, Rodolfo Graziani, nominato ministro della Difesa, organizza l’esercito della RSI, dapprima formato da internati in campi di concentramento tedeschi, poi per mezzo di bandi di leva obbligatoria per le classi dal ‘24 al ’27 ( la maggior parte dei richiamati diserteranno, alcuni preferendo la via della montagna). Renato Ricci dà vita invece alla Guardia Nazionale Repubblicana (GNR), che dal marzo 1945 verrà incorporata nell’esercito repubblicano. Junio Valerio Borghese costituisce la formazione autonoma X Flottiglia MAS. Nell’Italia meridionale l’esercito tedesco, che si era limitato a ritirarsi ordinatamente verso nord, organizza un compatto sistema di fortificazioni predisposte lungo l’asse dei fiumi Garigliano sul Tirreno e Sangro sull’Adriatico, la cosiddetta "Linea Gustav". Il rapporto di forze sul terreno italiano è a loro netto vantaggio, aviazione a parte la Wehrmacht dispone di 19 divisioni contro un equivalente di 13 divisioni Alleate.

12-13 ottobre: il 12 l’Italia dichiara guerra alla Germania, mentre le avanguardie della V Armata USA sfondano dopo aspri combattimenti la "Linea del Volturno"costringendo i tedeschi a ritirarsi.

16 ottobre: a Roma vengono rastrellati e deportati in Germania 1023 abitanti del ghetto ebraico (di li a poco se ne aggiungeranno altri). Le loro abitazioni sono saccheggiate e i beni confiscati.

30 ottobre: Conferenza di Mosca. Dichiarazione congiunta delle quattro nazioni (URSS, USA, Gran Bretagna e Cina). I Segretari di Stato degli Stati Uniti, del Regno Unito di Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica dichiarano che i loro rispettivi governi hanno raggiunto un accordo per il quale la politica Alleata verso l'Italia sarà basata sul principio fondamentale che il Fascismo venga cancellato insieme con tutte le sue perverse strutture e che al Popolo Italiano venga concessa ogni opportunità per instaurare una nuova forma di governo istituzionale fondato su principi democratici.

6 novembre: le truppe alleate si attestano sulla "Linea Bernhardt" che correva da Venafro (IS) fino al Tirreno.

22-25 novembre: Conferenza del Cairo tra Roosevelt, Stalin e Churchill; temi della conferenza le operazioni militari nel Pacifico, l’indipendenza della Corea e dei territori sotto il dominio nipponico.

28 novembre-1 dicembre: Conferenza di Teheran tra Roosevelt, Stalin e Churchill. Si decide lo sbarco anglo-americano sulle coste della Francia settentrionale; la proposta di Churchill, tendente a contrastare l’influenza sovietica nei Balcani attraverso uno sbarco nell’Italia settentrionale viene scartata.

28 novembre-28 dicembre: l’VIII Armata GB lancia una violenta offensiva sul fronte del Sangro e nel gennaio 1944 giunge fino ad Ortona.

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