Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani
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Comitato Sentieri della Resistenza


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Nel dicembre 2004  Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani, ha costituito, insieme ai rappresentanti di varie associazioni ed enti (ANPI Sarzana, Comune di Fosdinovo e altre che si sono aggiunte in seguito) sensibili alla salvaguardia della memoria storica e della Lotta di Liberazione, il Comitato “Sentieri della Resistenza”.  Tale Comitato intende portare avanti un ambizioso progetto di recupero e valorizzazione, con una forte connotazione tematica, dei sentieri presenti nel territorio, tra le province di Massa Carrara e La Spezia. La Resistenza nel suo proverbiale «andare ai monti» ha costituito forse l’ultimo momento di un millenario rapporto tra uomo e natura: il crepuscolo di una società rurale e arcaica. Negli anni immediatamente successivi con lo sviluppo industriale e l’urbanizzazione si determina la sparizione di quell’universo antropologico che della Resistenza era stato naturale scenario (nonché linfa vitale, forza propulsiva). Un altro aspetto che riguarderà questo territorio è l’inesorabile spopolamento delle zone collinari e montuose con il conseguente venire meno delle attività lavorative tradizionali che in questo contesto si realizzavano. Per tale motivo l’affascinante paesaggio che i sentieri andranno a “riscoprire” non può essere limitato a semplice scenografia partigiana – nonostante sia stato teatro di numerosi e talvolta drammatici eventi della guerra di Liberazione.  Il territorio conservava, e per fortuna in parte conserva ancora, le caratteristiche di un paesaggio di antica antropizzazione (essiccatoi, carbonaie e mulini ad acqua: residuati di attività lavorative ormai dimenticate) che sono di assoluto interesse.

Durante la guerra di Liberazione si creò, nonostante le durissime condizioni di vita, un particolare rapporto simbiotico tra partigiani e paesaggio (come sembra anche emergere chiaramente dai racconti dei testimoni, dalle letteratura e dai canti sull’epopea partigiana). Non è poi senza significato, che in alcuni casi si registri anche un rinnovamento della toponomastica con l’utilizzo di neoformazioni di conio “partigiano”.
La rete dei sentieri, che mano a mano verranno aperti, andrà a costituire un percorso nella memoria della guerra di Liberazione, con l’intenzione di mettere in evidenza anche quegli aspetti naturalistici e storici che il paesaggio in sé contiene. Come si è gia lasciato intendere tale sentieristica non può prescindere da quella mantenuta dalle associazioni naturaliste che da tempo operano in questo settore: in primo luogo il C.A.I. Per questo in molti tratti i Sentieri della Resistenza si andranno a sovrapporre alla rete di sentieri già in uso. I percorsi saranno corredati di tabelle plastificate con testi, cartografie e fotografie attraverso le quali dare informazioni sia di carattere generale (geografiche, geologiche, botaniche, zoologiche, etnografiche, ecc.) che quelle inerenti alla tematica resistenziale. Per fare ciò ci si affida non solo alla memorialistica partigiana (fondamentali saranno i libri di Lido Galletto) ma anche attraverso un lavoro di ricerca sul campo, intervistando gli anziani abitanti dei luoghi secondo una modalità in cui AdR ha ormai maturato un solida esperienza. In questo tipo di indagini ciò che emerge è un forte legame tra le formazioni partigiane e il territorio montano, cioè quella parte della popolazione, quei nuclei famigliari, che qui vi abitavano; le cui case diventano nei ricordi dei combattenti come le tante stazioni obbligate delle loro marce (in queste isolate costruzioni, come mulini ad acqua ed essiccatoi, i partigiani trovavano spesso ristoro e sincera solidarietà, al riparo da sguardi nemici).



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