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Fino al cuore della rivolta



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1945

1945

1 gennaio: il primo giorno dell’anno registra una calma quasi assoluta su tutto il fronte con l’VIII Armata GB del gen. McCreery attestata sulle rive del fiume Senio, nella piatta pianura romagnola, e la V Armata USA del gen. Truscott a 15 km da Bologna. La calma nei combattimenti durerà molte settimane e permetterà alle unità del Gruppo di armate C di Vietinghoff (X e XIV Armata dei gen. Herr e Lemelsen) di rinforzare le difese e al gen. Clark, che da dicembre ha sostituito Alexander al comando delle forze alleate in Italia, di mettere a punto il piano per l’offensiva finale.

12 gennaio: l’offensiva sovietica sfonda il fronte tedesco, occupando la Germania orientale. La popolazione tedesca fugge verso ovest. Inquadrato nel I Corpo d’Armata canadese (VI Armata GB) entra in linea il gruppo di combattimento Cremona del gen. Clemente Primieri che sostituisce la 1a Divisione canadese nel settore tra Alfonsine (Ravenna) e la costa adriatica. Il gruppo è la prima delle sei grandi unità (le altre sono i gruppi Friuli, Legnano, Folgore, Mantova e Piceno) costituite dall'esercito italiano nella seconda metà del 1944, in stretta collaborazione con la missione militare alleata in Italia. Nel settore dell’VIII Armata GB, entrera successivamente (8 febbraio) in linea il gruppo di combattimento italiano Friuli al comando del gen. Arturo Scattini, in sostituzione della Divisione polacca "Kresowa", schierata sul Senio di fronte a Riolo dei Bagni.

16 gennaio: Hitler si rifugia nel bunker della Cancelleria di Berlino, da dove non uscirà più.

22 gennaio: il comando della V Armata USA emana le prime direttive sui programmi di addestramento in preparazione dell’offensiva di primavera sul fronte italiano.

4-11 febbraio: Conferenza di Yalta. Stalin, Churchill e Roosevelt stabiliscono la divisione e le sfere d’influenza in Germania ed Europa.

13 febbraio: i sovietici conquistano Budapest mentre gli anglo-americani bombardano Dresda distruggendola completamente e provocando oltre 100.000 morti.

16 febbraio: il comando della V Armata USA emana le direttive per limitati attacchi delle unità del IV Corpo (previsti a partire dal 20) al fine di rinforzare le posizioni a ovest della Strada Statale 64 (Pistoia-Bologna).

25 febbraio: nel settore della V Armata USA termina la prima fase della limitata offensiva del IV Corpo ad ovest della Statale 64. Sul fianco destro del fronte alleato, i primi reparti del gruppo di combattimento italiano Folgore prendono posizione nel settore del XIII Corpo (VIII Armata GB). Il nuovo esercito italiano completerà entro il 3 marzo lo schieramento a cavallo del fiume Santerno, assumendo la responsabilità del settore già tenuto dalla 6a Divisione GB.

28 febbraio: la 10a Divisione motorizzata USA e la 1a Divisione del Corpo di spedizione brasiliano (IV Corpo della V Armata USA) completano il raggruppamento per la seconda fase dell’offensiva contro i rilievi ad ovest della Strada Statale 64.

2 marzo: nel settore dell’VIII Armata GB, il gruppo di combattimento Cremona (V Corpo) con l’appoggio dei partigiani della 24a Brigata Garibaldi, inizia l'offensiva verso Comacchio.

3 marzo: inizia la seconda fase dell’offensiva limitata e locale del IV Corpo (V Armata USA) verso le alture a nord-est dei monti Torraccia e Castello. Nel settore del V Corpo (VIII Armata GB), la 56a Divisione conquista un solido caposaldo sulla riva orientale del Senio, nei pressi di San Severo mentre il gruppo Cremona continua la battaglia per Comacchio.

4 marzo: prosegue l’offensiva del IV Corpo della V Armata USA che raggiunge Monte Acidola, Madonna di Brasa e Monte della Croce. Sul fianco destro dello schieramento alleato (V Corpo dell’VIII Armata GB), il gruppo di combattimento Cremona entra a Torre di Primaro.

5 marzo: Hitler chiama alle armi la classe 1929.

7 marzo: le truppe anglo-americane varcano il Reno a Remagen ed iniziano l’invasione della Germania.

23 marzo: il gen. Heinrich von Vietinghoff succede al feldmaresciallo Kesselring quale comandante supremo delle forze tedesche in Italia.

29 marzo: il CLNAI decreta l'unificazione delle forze partigiane (che non ci sarà il tempo di attuare realmente) e nomina un Comitato insurrezionale composto da Valiani (Partito d'Azione), Pertini (Partito Socialista) e Sereni (Partito Comunista).

1 aprile: durante la notte nel settore del V Corpo (VIII Armata GB) la 2a Brigata Commandos dà il via all’Operazione Roast per liberare la zona di Comacchio.

5 aprile: nel settore della V Armata USA, la 92a Divisione dà il via a un attacco in direzione di Massa.

9 aprile: verso sera l'VIII Armata GB del gen. McCreery inizia una grande offensiva con il V Corpo britannico del gen. Keightley sul fianco destro e con il II Corpo polacco del gen. Anders nel settore di Imola, riuscendo a stabilire delle teste di ponte oltre il Senio rispettivamente nel settore di Lugo e di San Severo-Felisio. Mentre sul fianco sinistro dell’Armata il XIII Corpo britannico del gen. Kirkman resta su posizioni difensive, il X Corpo britannico del gen. Hawksworth con il gruppo di combattimento italiano Friuli lancia a sua volta nella notte un’offensiva oltre il Senio.

10 aprile: dopo cinque giorni di scontri la 92a Divisione della V Armata USA entra a Massa. Continua l’offensiva delle unità dell’VIII Armata GB sul fianco orientale dello schieramento alleato. L’attacco in forze in questo settore coglie di sorpresa la X Armata tedesca del gen. Herr che si aspettava un’offensiva al centro e sul fianco destro del suo schieramento.

11 aprile: nel settore occidentale dello schieramento alleato, la 92a Divisione della V Armata USA conquista Carrara. Sul fianco orientale, dove operano le unità dell’VIII Armata GB, il II Corpo polacco raggiunge il fiume Santerno.

12 aprile: muore Franklin D. Roosevelt, gli succede Henry Truman. Hitler ordina la difesa ad oltranza delle città tedesche, decretando la pena di morte per i trasgressori. Sul fronte italiano la V Armata USA è costretta a rimandare l’offensiva, prevista per questa data, a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Prosegue l’avanzata delle unità del V Corpo (VIII Armata GB) verso Bastia, sulla riva settentrionale del fiume Reno.

13 aprile: alle formazioni partigiane impegnate con la "Direttiva n.16" di Luigi Longo (tenersi pronti per l'insurrezione finale) arrivò il perentorio comunicato di Clark (comandante delle forze Alleate in Italia).Il nuovo generale avuto sentore dell’iniziativa insurrezionale dei partigiani (infuriati gli alti comandi e lo stesso Truman), invia l'ordine a tutte le forze partigiane di astenersi da qualsiasi operazione militare, insurrezionale e politica. Il comando della V Armata USA rimanda ulteriormente l’inizio dell’offensiva a causa del persistere del tempo sfavorevole. Nel settore dell’VIII Armata GB, il II Corpo polacco espande la testa di ponte oltre il fiume Santerno.

14 aprile: le truppe dell’Armata Rossa entrano a Vienna. Alla fine, dopo vari ritardi dovuti al cattivo tempo, la V Armata USA può lanciare le sue unità nell’offensiva finale contro le truppe tedesche in Italia, costituite nel settore americano dal XIV Corpo corazzato della XIV Armata del gen. Lemelsen.Il IV Corpo americano attacca verso la pianura padana. Prosegue l’offensiva delle unità dell’VIII Armata GB sul fianco destro dello schieramento alleato.

15 aprile: nel settore della V Armata USA, mentre il IV Corpo procede nei settori di Suzzano e di Vergato, nella notte il II Corpo lancia l’attacco in direzione di Bologna, a est della Statale 64, dopo un intenso bombardamento aereo. Partecipa all’attacco anche il gruppo di combattimento italiano Legnano. Sul fianco orientale dello schieramento alleato, le unità del II Corpo polacco (VIII Armata GB) iniziano ad attraversare il fiume Sillaro.

17 aprile: l’avanzata delle forze Alleate prosegue senza soste. Nel settore occidentale, la 92a Divisione (V Armata USA) punta verso Sarzana, mentre il IV Corpo raggiunge i monti Ferra e Moscoso. Sul fianco orientale dello schieramento, il II Corpo polacco (VIII Armata GB) avanza ad ovest di Medicina mentre il XIII Corpo raggiunge il fiume Gaiana.

18 aprile: Torino non attende la data fissata dell'insurrezione impartita dalla «Direttiva n.16». Gli eventi incalzano con la ritirata dei tedeschi i cui reparti dovrebbero attraversare Torino. Le formazioni partigiane prima riescono a promuovere un grande sciopero generale nelle grandi fabbriche che sono, infatti, occupate, poi scatenano l'offensiva che si estende in tutte le valli piemontesi, soprattutto nel Cuneese, nel Biellese e nella Valsesia. Raggiungendo la zona Sulmonte-San Chierlo, la 10a Divisione da montagna del IV Corpo (V Armata USA) cattura circa 3000 prigionieri del XIV Corpo corazzato tedesco. Sul fianco destro dello schieramento alleato, il V Corpo (VIII Armata GB) conquista Argenta. All’azione partecipa il gruppo di combattimento italiano Cremona.

19 aprile: Hitler ordina di fare "la terra bruciata" sul suolo tedesco per ritardare l’avanzata degli alleati. A Bologna i partigiani organizzano e fanno scattare l'insurrezione che avrà momenti drammatici con centinaia di morti per le strade sia di fascisti che tedeschi con le rappresaglie verso i partigiani, che ormai affrontano i nemici in campo aperto in vere e proprie battaglie militari. Un'epopea della città rossa, dove i suoi partigiani inseguono i tedeschi in ritirata, li precedono per tagliare loro la strada, li accerchiano, li catturano, o li mettono precipitosamente in fuga. Il tutto accadde mentre 1673 missioni di bombardieri alleati sganciano sulla città e in periferia, sul Serio e sul Santerno, 100.000 bombe e spezzoni incendiari. Quando arrivarono gli americani, la città era già stata liberata, ma fumava ancora per i loro bombardamenti, nel frattempo vengono emanate le direttive del comando della V Armata USA per il proseguimento dell’offensiva verso il Po: il piano prevede l’avanzata della 92a Divisione in direzione della Spezia, del IV Corpo verso il Panaro e successivamente oltre il Po tra Ostiglia e Borgoforte, e infine del II Corpo in direzione di Bologna con l’attraversamento del Po tra Ostiglia e Sermide.

20 aprile: la V Armata USA scende dagli Appennini nella pianura padana: il suo IV Corpo raggiunge Casalecchio, nei pressi di Bologna e il II conquista la regione tra Casalecchio e Gesso. Nel settore dell'VIII Armata GB, il X Corpo raggiunge il fiume Idice oltre il quale riescono a stabilire delle teste di ponte il II Corpo polacco e il XIII britannico. Il gen. Vietinghoff, comandante del Gruppo di armate C, ordina il ripiegamento delle forze tedesche (X e XIV Armata) sulla linea del Po: mossa tardiva perché le divisioni corazzate alleate si stanno avventando sulle truppe tedesche lungo tutta la linea del fronte.

21 aprile: il II Corpo Polacco, gruppi del CIL e la 28a Brigata Garibaldi "Bulow", entrano a Bologna e dilagano nella pianura padana: il 30 raggiungono Milano, Torino e Venezia, il 2 maggio entrano a Trieste.

22 aprile: mentre il IV Corpo della V Armata USA raggiunge il Panaro, superando successivamente Modena, il V Corpo dell'VIII Armata GB raggiunge Ferrara.

23 – 27 aprile: il segnale insurrezionale del "Piano A" per la liberazione di Genova scatta nelle prime ore del 23. I partigiani scendono dalle colline, assaltano il porto, dilagano nelle strade, bloccano i reparti in ritirata, procedendo alla cattura di quasi diecimila tedeschi, mentre la lotta continua per cinque giorni. Quando il 27, alle ore 21.20, entrarono i primi reparti della V Armata Alleata, Genova era già una città libera.23 aprile: Himmler e Goering cercano contatti con gli Alleati per una pace separata, ottenendo un rifiuto. Scoperti da Hitler, vengono espulsi dal partito nazista e destituiti da ogni carica. In Italia il IV Corpo della V Armata USA supera il Po nei pressi di Guastalla e di Luzzara. Nel settore dell'VIII Armata GB, il XIII Corpo stabilisce alcune teste di ponte oltre il Reno, mentre l’8a Divisione del V Corpo raggiunge Ferrara e il Po a Pontelagoscuro.

24 aprile: nel settore della V Armata USA, mentre la 92a Divisione riceve l’ordine di procedere in direzione di Genova, il IV Corpo punta sull’aeroporto di Villafranca, a sud di Verona. Reggio Emilia viene raggiunta dai reparti della 34a Divisione. Anche il XIII e il V Corpo britannico (VIII Armata GB) riescono a stabilire alcune teste di ponte oltre il Po, rispettivamente a Gaiaba e Stienta, e a ovest di Pontelagoscuro. Il Comitato di Liberazione Nazionale ordina l’insurrezione generale nell’Italia settentrionale. Le colonne tedesche in ritirata vengono attaccate dai partigiani che il 25 assumono il controllo di Milano. In Germania le truppe sovietiche accerchiano Berlino.

25 aprile: il CLNAI proclama l'insurrezione generale a Milano, a mezzanotte è scattata l'ora X della «Direttiva n.16», ed inizia lo sciopero generale tutte le fabbriche vengono occupate. Il CLNAI assume pieni poteri: s’insedia nell'amministrazione della giustizia, nel tribunale di guerra, nei consigli di gestione delle grandi aziende, nei posti chiave del governo della città. Dalla pianura e dalle valli tutti i partigiani convergono nel capoluogo lombardo. Mussolini, dopo aver tentato di trattare la resa con i rappresentanti del CLNAI, fugge con i suoi collaboratori verso la Svizzera. Nella notte, fascisti e tedeschi iniziano l'evacuazione della città. Le unità del IV Corpo (V Armata americana) conquistano l’aeroporto di Villafranca di Verona (10a Divisione da montagna) e Parma (3a Divisione), l'88a Divisione del II Corpo libera Verona. Nel settore dell'VIII Armata GB, la 56a Divisione e il gruppo di combattimento Cremona attraversano il Po presso Polesella e nei pressi della costa. Gli alleati entrano a Mantova, Parma e Verona. A Torgau (120 km a sud di Berlino), "Incontro sull’Elba" tra le forze sovietiche e quelle americane.

26 aprile: il IV e il II Corpo della V Armata USA raggiungono e superano l’Adige nelle zone di Verona e di Legnago; il XIII Corpo dell’VIII Armata GB ad ovest di Badia.

27 aprile: i partigiani catturano Mussolini ed altri gerarchi fascisti a Dongo (Como), mentre cercavano di riparare in Svizzera al seguito di una colonna tedesca. I gerarchi fascisti sono rapidamente giustiziati sulla piazza di Dongo.

28 aprile: catturato dai partigiani mentre si accinge ad abbandonare l’Italia, Benito Mussolini viene giustiziato a Giulino di Mezzegra, presso Dongo, sul Lago di Como, assieme alla sua amante Claretta Petacci. La 92a Divisione americana (V Armata USA) raggiunge Alessandria. La 1a Divisione corazzata del IV Corpo USA raggiunge il Lago di Como presso il confine con la Svizzera, mentre Vicenza viene liberata dal II Corpo. Unità del XIII e del V Corpo (VIII Armata GB) avanzano verso Padova e Venezia.

29 aprile: a Caserta il colonnello Schweinitz e il suo aiutante Wenner, in rappresentanza del gen. Vietinghoff, comandante delle "Heeresgruppe C" in Italia, sottoscrivono il documento che stabilisce la resa incondizionata di tutte le truppe tedesche in Italia a partire dalle ore 13 (ora di Greenwich corrispondenti alle 14 italiane) di mercoledì 2 maggio 1945. Alla firma della resa, oltre a ufficiali americani e inglesi, è presente anche il generale sovietico A.P. Kislenko. Prosegue comunque l’avanzata alleata nell’Italia settentrionale: unità del IV Corpo americano raggiungono Milano, che è già stata liberata dai partigiani, mentre il V Corpo britannico raggiunge Venezia e la 2a Divisione neozelandese del XIII Corpo britannico, avanzando in direzione di Trieste, raggiunge il Piave. Mentre le truppe dell’Armata Italia si arrendono, Hitler sposa Eva Braun nel bunker della cancelleria.

30 aprile: Hitler, Eva Braun, Goebbels e la sua famiglia, si uccidono nel bunker della Cancelleria a Berlino. I sovietici sono ormai a poche centinaia di metri di distanza. In Italia la 92a Divisione della V Armata USA raggiunge Torino, mentre a est unità del II Corpo raggiungono Treviso. Prosegue la marcia delle unità del XIII Corpo britannico verso Trieste.

1 maggio: il II Corpo della V Armata USA inizia a liberare la valle del Piave e si prepara ad avanzare verso l’Austria attraverso il Passo del Brennero.

2 maggio: capitolazione di Berlino. Il ministro delle Finanze Schwerin Von Krosigk forma un "Governo d’affari" che scioglie il partito nazista e destituisce Himmler. In base al documento sottoscritto dai tedeschi a Caserta il 29 aprile, cessano le ostilità su tutto il fronte e si attua la resa incondizionata delle forze tedesche.

4 maggio: firma della capitolazione delle forze armate tedesche in Olanda, Germania nord-occidentale, Danimarca e Norvegia al Quartier generale di Montgomery a Lüneburg.

7 maggio: firma della "Resa incondizionata" della Wehrmacht al Quartier generale di Eisenhower a Reims da parte del generale Jodl e dell’ammiraglio von Friedeburg.

8 maggio: seconda capitolazione firmata dal feldmaresciallo Keitel, dall’ammiraglio von Friedeburg e dal generale Stumpff, al Quartier generale sovietico del maresciallo Zukov, a Berlino. Come previsto nel trattato di resa incondizionata, firmato il giorno prima, le truppe tedesche cessano ogni attività bellica. E' la fine della guerra in Europa.

13 maggio: le forze di Tito occupano Trieste. In Iugoslavia gran parte delle forze di Lohr si arrende, ma alcune unità resistono nell’alta Slovenia, a ovest di Maribor presso il confine austriaco. In Cecoslovacchia, reparti tedeschi cercano ancora di sfuggire ai sovietici per consegnarsi agli americani. Ma ogni resistenza è finita.

26 giugno: fondazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU). I rappresentanti di 54 Stati firmano la Carta della Nazioni Unite che dopo la ratifica della Polonia, entrerà in vigore il 24 ottobre dichiarato "Giornata della Nazioni Unite".

16 luglio: ad Alamagordo, nel New Mexico, gli USA sperimentano con successo la prima esplosione nucleare.

17 luglio – 2 agosto: conferenza di Potsdam, Stalin, Truman e Churchill, poi sostituito dal nuovo capo laburista del governo britannico, Clement Attlee, si accordarono, secondo le linee già concordate a Yalta, sul futuro assetto della Germania.

6 agosto: il bombardiere americano B-29 "Enola gay" sgancia la prima bomba atomica "Little boy" su Hiroshima, l’intera città fu rasa al suolo, si contarono circa 100.000 morti e 100.000 feriti.

8 agosto: l’URSS dichiara guerra al Giappone e procede all’invasione della Manciuria e della Corea.

9 agosto: gli USA sganciano una seconda bomba atomica sulla città di Nagasaki, ripetendo l’ecatombe di Hiroshima.

2 settembre: al largo di Tokio, sulla corazzata Missouri, l’imperatore giapponese Hiro Hito firma al cospetto di Henry Truman la resa incondizionata del suo paese. La seconda guerra mondiale, dopo aver mietuto oltre 50 milioni di vite umane, di cui circa 30 milioni nella sola Europa, era finita esattamente dopo sei anni e un giorno dal suo inizio.

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