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La Liberazione e la sconfitta tedesca

Nel febbraio del 1945 una nuova conferenza dei tre grandi (Roosevelt, Stalin, Churchill) che si svolse a Yalta, in Crimea, mise a punto la fase finale della guerra e il definitivo attacco alla Germania. A Yalta si stabilirono le rispettive sfere d’influenza in Europa e la divisione del territorio nazionale tedesco, ovvero le premesse per la successiva divisione del mondo in due blocchi contrapposti e l’inizio della guerra fredda tra USA e URSS. Tornado agli eventi bellici che interessarono il suolo europeo,sul fronte orientale l’Armata rossa continuava la sua inarrestabile avanzata giungendo, dopo la liberazione della Polonia e la conquista dell’Austria, alla porte di Berlino a metà aprile. Il 30 aprile, durante la battaglia per la presa di Berlino (19 aprile-2 maggio) Hitler, dopo aver nominato l’ammiraglio Karl Doenitz suo successore, si uccide nel bunker della Cancelleria a Berlino assieme a Eva Braun, Goebbels e la sua famiglia. Sul fronte occidentale, quello aperto con lo sbarco in Normandia, gli Alleati attraversarono il Reno nei pressi di Remagen, il 7 marzo 1945.  Anche il fronte italiano si rimise in movimento il 17 aprile, contemporaneamente le forze partigiane, dopo l'unificazione e la nomina di un Comitato insurrezionale composto da Valiani (Partito d'Azione), Pertini (Partito Socialista) e Sereni (Partito Comunista), decretata dal CLNAI il 29 marzo, insorsero liberando le maggiori città dell’Italia settentrionale prima dell’arrivo degli Alleati. Dopo la liberazione di Torino (18 aprile), di Bologna (19 aprile), di Genova (23 aprile), scatta l’insurrezione anche a Milano (25 aprile). Il CLNAI si insedia progressivamente nelle amministrazioni delle città occupate, come stabilito nella delega dei pieni poteri sull’Italia del nord concessali dal gabinetto Bonomi il 26 dicembre 1944. Con l’arrivo delle truppe Alleate sarà l’amministrazione militare (AMG) ad occuparsi della gestione della vita pubblica.
Il 27 aprile, i partigiani catturano Mussolini ed altri gerarchi fascisti a Dongo (Como), mentre cercavano di riparare in Svizzera al seguito di una colonna tedesca. I gerarchi fascisti sono rapidamente giustiziati sulla piazza di Dongo. L’indomani (28 aprile), Benito Mussolini viene giustiziato a Giulino di Mezzegra, presso Dongo, assieme alla sua amante Claretta Petacci. Il 29 aprile, a Caserta il colonnello Schweinitz e il suo aiutante Wenner, in rappresentanza del gen. Vietinghoff, comandante delle “Heeresgruppe C” in Italia, sottoscrivono il documento che stabilisce la resa incondizionata di tutte le truppe tedesche in Italia a partire dalle ore 13 (ora di Greenwich corrispondenti alle 14 italiane) di mercoledì 2 maggio 1945. Gli eventi bellici in Europa stavano giungendo al termine: dopo la Resa incondizionata” della Wehrmacht al Quartier generale di Eisenhower a Reims (7 maggio 1945), viene firmata la seconda e definitiva capitolazione della Germania al Quartier generale sovietico del maresciallo Zukov, a Berlino (8 maggio 1945). Dopo aver mietuto circa trenta milioni di vite, la guerra in Europa si era finalmente conclusa.

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