Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani
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Fino al cuore della rivolta



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Il festival


   
    “Fino al cuore della rivolta. Artisti per la Resistenza” è un festival della cultura che ha l’obiettivo di far incontrare le giovani generazioni con quel patrimonio di idee e di valori che ci deriva dall’esperienza della Resistenza e la cui conoscenza ancora oggi si dimostra fondamentale nel nostro vivere civile.
    Lontani dalle stanche commemorazioni con “Fino al cuore della rivolta” si intende affrontare il tema della Resistenza attraverso le moderne forme di comunicazione artistica (concerti, letture sceniche, videodocumentazione sociale). Con questa manifestazione Archivi della Resistenza - Circolo Edoardo Bassignani (a cui nel tempo si sono affiancate le diverse associazioni che compongono il Comitato dei Sentieri della Resistenza) vuole proporre uno spazio di riflessione e di incontro dove le nuove generazioni possano avvicinare i «vecchi partigiani» per riflette insieme sul nostro passato, per pensare un domani migliore.

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    «Fino al cuore della rivolta» si articola in due sezioni: la prima, dal 21 al 25 aprile, si svolge nel borgo medievale di Fosdinovo (MS) ed è dedicata alla figura leggendaria di Nello Masetti, il partigiano «Carlin»: All’interno della Torre Malaspiniana ogni anno vengono allestite una mostra d’arte collettiva, dove alcuni giovani artisti sono invitati ad esprimersi sul tema della Resistenza, e uno spazio audiovisivo, con interviste ai protagonisti della Lotta di Liberazione tratte dagli archivi dell’associazione. Un grande concerto in Piazza Matteotti chiude la manifestazione il pomeriggio del 25, con una imperdibile “merenda partigiana” che viene offerta a tutti i presenti. 
    Nella prima settimana di agosto il festival si sposta alle Prade, nel vicino Museo audiovisivo della Resistenza, luogo-simbolo di questo rinnovato esercizio della memoria, con un programma di spettacoli teatrali, proiezioni, reading, concerti e dibattiti che si articola in più giorni coinvolgendo artisti di fama nazionale. Gli spettacoli vengono collocati in uno scenario naturale di grande suggestione (con una interessante rifunzionalizzazione di uno dei luoghi della battaglia): il pubblico si trova infatti all’interno di un bosco di castagni secolari, che vorrebbe suggerire una simbolica salita ai monti, proprio «fino cuore della rivolta».
   
Il festival nasce come un naturale sbocco dall’esperienza dell’associazione nella raccolta e nella valorizzazione del patrimonio storico, in collaborazione con quegli artisti che si sono mostrati particolarmente sensibili verso la tematica e si sono fatti coinvolgere dal progetto (alcuni spettacoli sono delle anteprime assolute, concepite appositamente per l’appuntamento). Non meno determinante nella nascita di questo primo festival interamente dedicato alla Resistenza, è stata anche la volontà di offrire una proposta culturale assolutamente originale nel panorama nazionale, che tuttavia non dimenticasse quello che è il suo scopo prioritario: tramandare i valori della Lotta di Liberazione alle nuove generazioni.
   
Il percorso è appena iniziato e ogni volta che si conclude una edizione, subito nuove idee si fanno avanti, segno che il festival non si è ancora irrigidito in una formula preconfezionata, ma vive dei continui stimoli e della passione di tutti i soci volontari che ogni anno lavorano per la sua realizzazione.
   
Il festival, che vuole essere idealmente dedicato a tutti i combattenti per la Libertà passati, presenti e futuri, deve il suo nome al verso di una bellissima poesia di Paolo Bertolani, in cui si rivolge al padre partigiano.



(staffetta )

quando mancavi all’aria della casa

e a me pargolo insonne dicevano

che era per futili impegni fuori piazza

dove il buttare stravolto degli ulivi
tocca le case, le vite tremanti al chiuso
io non sapevo che già molto lontano

guidavi messaggi, uomini
fino al cuore della rivolta,
e ti aspettavo credulo finché non mi prendeva

un sonno duro – e oltre i vetri pioveva,
si metteva spesso un vento che era
lungo fiele nei pensieri di chi ti sapeva

come dentro a un mare – ora che il cuore è stretto
per tanta memoria dissolta, che morta
è la pietà

(Tratta da Paolo Bertolani, Piccolo cabottaggio, Contatto Edizioni, 2004)

 

 

 

 

 

 

 




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