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Brigate partigiane sulla Linea Gotica occidentale


La Resistenza apuana e lunigianese comincia ad organizzarsi già all’indomani dell’8 settembre 1943, con la nascita dei primi gruppi “ribelli” e bande armate.

Sul territorio esistevano molti nuclei di avanguardia politica che, durante il ventennio trascorso sotto il regime, svolsero un continuo lavoro clandestino per l’abbattimento del fascismo, pagando nella maggior parte dei casi con il carcere ed il confino politico.


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Questi antifascisti di lungo corso furono quelli che per primi si diedero, in città come in campagna o ai monti, all’organizzazione della Resistenza ed al coinvolgimento in essa di quei giovani che, nati e cresciuti sotto il fascismo, non avevano mai avuto occasione di ricevere un’educazione ed un’istruzione politica e culturale adeguata.

Gran parte delle Brigate della zona erano di connotazione garibaldina, come la “Ugo Muccini” di Sarzana, la “Gino Menconi” di Carrara, la “Leone Borrini” del territorio compreso tra Villafranca Lunigiana, Bagnone e Licciana Nardi, ma il complesso della Resistenza apuana e lunigianese esprimeva tutte le forze politiche antifasciste di livello nazionale, con la forte componente anarchica nella “Menconi”, gli autonomi “Patrioti Apuani” a Massa, la Brigata “II Carrara” tra Carrara e Ortonovo, la Colonna “Giustizia e libertà” nella Lunigiana, senza dimenticare la significativa presenza del Battaglione Internazionale nel Comune di Zeri, guidato dal Maggiore inglese Gordon Lett.

Com’è evidente da quanto appena scritto, la maggior parte delle organizzazioni partigiane, tutte quelle garibaldine dal Distaccamento alla Brigata, assumevano il nome di un compagno caduto della Resistenza o dell’antifascismo.


La prima esperienza organizzativa di ampio respiro politico e geografico fu, dall’8 agosto del 1944, la Divisione Lunense che aveva il suo comando a Regnano e cui aderirono le principali Brigate del territorio compreso tra la Val di Magra, la Lunigiana, le Apuane, la Garfagnana e la Versilia. La Divisione Lunense venne travolta a fine novembre da una batosta militare ricevuta a Careggine in Garfagnana e dal rastrellamento nazifascista iniziato il 29 novembre e terminato quattro giorni dopo, che decretò la fine della Lunense stessa e l’inizio della crisi dell’inverno ’44. Una nuova Divisione, stavolta denominata “Apuana”, nacque dalle sue ceneri nel gennaio successivo e diede inizio alla terza fase della Resistenza sulla Linea Gotica occidentale. Di essa facevano parte la Brigata Garibaldi “Gino Menconi”, i “Patrioti Apuani” e l’azionista Brigata “Lunense” (già “Falco” e “II Carrara”).

Momenti di organizzazione politico-militare efficace si ebbero anche nello spezzino soprattutto con la IV Zona Opertativa ligure e la I Divisione Liguria, che arrivavano ad estendere la loro influenza ed i loro contatti fin nell’alta Lunigiana.

Se in questo grande movimento unitario si potevano facilmente riscontrare marcate differenze tanto di appartenenza quanto di maturità politica, tanto tra gli individui quanto tra le Brigate, un denominatore comune della Resistenza del territorio fu senz’altro l’estrazione sociale dei componenti del movimento partigiano, in vastissima maggioranza espressione dei ceti popolari, fossero essi contadini o pastori della Lunigiana, operai della Spezia, cavatori di Carrara.

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