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Mario Perrotta e Marco Rovelli al presido antirazzista di Massa, giovedi 19 maggio, ore 21
Giovedì 19 Maggio, dalle ore 21 Marco Rovelli Mario Perrotta al presidio permanente antirazzista al Duomo di Massa Due presenze importanti giovedì sera a sostenere la lotta dei migranti che il 1° maggio scorso hanno occupato simbolicamente il Duomo di Massa per chiedere i permessi di soggiorno negatigli in occasione della sanatoria truffa del 2009. Un iniziativa organizzata dal presidio permanente antirazzista per sensibilizzare ancora l'opinione pubblica sul tema, anche in vista della manifestazione convocata per il prossimo Sabato 21 Maggio. Giovedì 19 maggio, ore 21.00 di fronte al presidio antirazzista Marco Rovelli presenterà il suo libro “Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro” ( Feltrinelli 2009). Partendo dalla Capitanata Foggiana e passando per le campagne di Cerignola, di Catania, di Rosarno, Vittoria, Palermo e Reggio Emilia, fino ad arrivare alle aree industriali lombarde già proiettate alla grande abbuffata dell’Expo 2015, Marco Rovelli ha fatto un vero e proprio lavoro di indagine sul territorio, mischiandosi ai lavoratori e vedendo coi propri occhi la tragica vastità del lavoro sommerso italiano, dando vita a un viaggio agghiacciante nella sua realistica crudezza. Alle ore 22.00 l'intervento di Mario Perrotta con un estratto da “Italiani cìngali” dal sito www.marioperrotta.it Cìncali cioè: zingari! Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera; pare, invece, che fosse una storpiatura di cinq, “cinque” nel linguaggio degli emigranti padani che giocavano a morra – …sì, ma voleva dire anche zingaro! – Quasi un anno di testimonianze, un anno di memorie rispolverate a fatica. Ho preso la macchina e ho girato senza un luogo preciso dove andare, eppure il Sud è tutto uguale, non hai bisogno di sapere dove qualcuno ha preso le valigie ed è partito: basta entrare in un bar, un bar della provincia e chiedere. La risposta è sempre la stessa: – qui tutti siamo emigrati… – me lo racconta? – Si fanno pregare, un attimo soltanto, poi partono con la loro storia, infinita, che reclama ascolto. Anche il Sud è infinito. Me lo insegna la mia macchina che mi porta di paese in paese,! sempre per caso, e s’inerpica tra i paesi montani del nord-est produttivo ed è ancora Sud. Sì! Per i Belgi, gli Svizzeri, i Tedeschi che chiedevano braccia dopo la seconda guerra mondiale, Sud era la Puglia, la Sicilia, la Calabria e Sud era il Veneto, il Friuli: - siamo emigrati tutti qui …- Quattro parole, sempre le stesse. E sabato 21 maggio, tutte e tutti alla manifestazione (tutte le informazioni sul blog http://cronachemigranti.wordpress.com/)
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