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Archivi della Resistenza - Forum  


Alessio AdR
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'sta finta di neve - 2007/02/20 11:06 Sià come die

Pacato nó podèe pu vede l’àigua
’e ’sti àrbi, ’sti libi,
’e masche di mènin,
rumóe der vento chi ne porta ’r sóno…

E avóa? Cossì guasto g’è ‘r mondo
che gnente lassiémo che vaéva,
che quando sià
sià come die: mia, la néva.


Sarà come dire
Peccato non potere più vedere l’acqua/ e questi alberi, questi libri,/ le gote dei bambini,/ il rumore del vento che ci porta il sonno… // E ora? Così guasto è il mondo/ che niente lasceremo che valeva,/ che quando sarà/ sarà come dire: guarda, nevica.
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danilo
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ricordo - 2007/02/21 15:51 Furono due di voi, Compagni tutti di AdR, a scrivermi un giorno del trascoro ottobre:

"Oh poco
tempo ancora e i rossi più accesi li vedrai
reggere il manto
e dioboia se accade vedrai dissotterro lo sten
e allora W Mao
e ce lo scrivo quel giorno
sui muri W Mao
– perché non crede il vecchio alla promiscuità
e in sezione non ne fa mistero
ma fuori con gli altri tacere e seguire la linea."

Li rimando a voi, oggi, con la sciocca speranza che possano allentare la morsa di questo strano dolore.
Va bene così, va bene per forza.
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Alessio AdR
Visitatore
 
Re:ricordo - 2007/02/21 23:57 La poesia che citi proviene da "Incertezza dei bersagli" del 1976, eravamo in epoca di compromesso storico... La ricordavo anche ieri al suo funerale a Lerici con tutte quelle bandiere rosse e della pace, che volevano rispettare una sua ultima volontà e gli ideali in cui ha creduto per tutta una vita.

Ecco il testo completo:

Appunti per un ritratto del vecchio alla finestra

17 giugno
ore 9. il corpo
di dio peripatetico
in un’ostia
come altre volte diluito
in brodaglia (vedi ospedali ospizi
eccetera)
o nella testa del missile se occorre
perché continui quanto è stato
scritto circa il puttaneggiar coi regi
e così sia. Così sia
mentre circola il corpo di dio con preti donne
addetti alle campane
i due carabinieri piedidolci
e il vecchio che dice alla finestra
al buio dal basilico Oh poco
tempo ancora e i rossi più accesi li vedrai
reggere il manto
e dioboia se accade vedrai dissotterro lo sten
e allora W Mao
e ce lo scrivo quel giorno
sui muri W Mao
– perché non crede il vecchio alla promiscuità
e in sezione non ne fa mistero
ma fuori con gli altri tacere e seguire la linea.


Ma non c'era soltanto questo Paolo "arrabbiato" c'erano anche le sue superbe poesie d'amore:


Forsi a ’st’ óa

La s’en va
’a boriana. Èco a sé cóa
ch’la sguìnza zu
dar técio supo de cà mea.
Dar mae po’ la remonta,
la che s-ciòca ’n pae de trón,
avanti de ’nviàsse verso l’aia
de cà tóa.

Forsi a ’st’ óa
te stè vivendo tuta dentr’a ’n lìbio,
o come ‘n sómio te mìi
na fegùa. O te pensi
ca te penso, dré a ’sto confìn
fato de àigua e lampi, chi ne liga



Forse a quest’ora

Se ne va/ il temporale. Ecco la sua coda/ che scivola giù/ dal tetto zuppo di casa mia./ Dal mare poi risale,/ scocca un paio di tuoni,/ prima di avviarsi verso l’aria/ di casa tua.// Forse a quest’ora/ tu stai vivendo tutta dentro un libro,/ o come in sogno guardi/ una figura. O pensi/ che ti penso, dietro a questo confine/ fatto di acqua e di lampi, che ci lega
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Gabriella
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Re:ricordo - 2007/02/24 13:10 Caro Alessio,

succede così di doversi parlare quando il dolore ti toglie le parole. Un foglio bianco può servire a coprire questo lutto che fa piombare la notte dentro di noi. Il ricordo di quell’agosto, sul palco di Fosdinovo, mi è rimasto dentro insieme a tutte le voci della mia vita che mi hanno sciolto l’anima e che non ci sono più. Le ricordo tutte forti e possenti. I volti e i corpi di quelle voci spesso erano stati offesi orribilmente ma a dispetto della fine che li attendeva le parole diventavano chiare, splendenti della forza della vita. Paolo sul palco, sfidava la sorte e riusciva a trasformare i segni evidenti del suo male in camuffamenti per un carnevale dove i tristi pensieri vengono cacciati da una risata. Quando si incontrano persone come Paolo, si crede possibile che l’immortalità a noi negata, sia la sola condizione possibile per la loro esistenza e viviamo nella certezza di attingere dalla loro forza il nettare del vero e del giusto. Le nostre illusioni sono troncate in modo improvviso anche per la nostra ostinazione fatta di speranze che ci rende uomini davanti al dolore. Più soli è vero, ma anche più forti: ci sono passi da fare, parole da dire, parole da capire. Tutta la nostra sensibilità viene amplificata da queste voci che ci chiamano e ci impediscono di perderci.

Un abbraccio a Mariangela.


Gabriella
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